Versailles no bara

Written by on 31 Agosto 2019

Versailles no bara

Tutti conosciamo Lady Oscar, e quasi tutti sappiamo che il titolo originale è Versailles no bara. Nella pronuncia giapponese BERUSAIYU NO BARA. E si sa anche cosa significa: Le rose di Versailles. BARA significa rosa, il NO è la particella agglutinante che indica il complemento di specificazione e che traduciamo col “di” e BERUSAIYU è la pronuncia giapponese di Versailles.

La fonetica giapponese non ha proprio tutti i suoni delle lingue europee per cui trascrivendo Versailles con l’alfabeto sillabico, si va per assonanza di pronuncia: In giapponese non esistono le sillabe con la lettera V che vengono sostituite da quelle con la B e quindi VE, diventa BE; non esiste la R da sola e di solito in questi casi si usano le sillabe con la U perché è la vocale muta. Quindi R diventa RU. Il SA c’è e resta SA; la I anche resta I ma il suono LLE del francese è molto particolare…quello che più si è ritenuto assomigliargli è la sillaba YU. Ed ecco perché da Versailles si arriva a BERUSAIYU.

La pronuncia del nome di André per gli stessi motivi diventa ANDORE. Qui per sostituire la D da sola, che in giapponese non esiste, è stata usata la sillaba DO perché non esiste la sillaba DU.
Oscar in giapponese sarebbe OSUKARU, ma dato che le U vengono pronunciate molto leggere e quasi non si sentono, la pronuncia alla fine resta OS’CAR’.

I titoli delle sigle

La opening, è BARA WA UTSUKUSHIKU CHIRU, e si traduce con: Le rose appassiscono in bellezza! BARA significa rosa. In giapponese non sempre il plurale e il singolare vengono specificati anche perché, non è come l’italiano che cambia la vocale finale e il gioco è fatto. Per specificare se si tratta di singolare/plurale, di maschile/femminile si adoperano dei suffissi oppure si affianca il sostantivo con un altro sostantivo che dia qualche indizio in più. Quando non c’è nulla di tutto questo, bisogna cercare di capire dal contesto. BARA preso così può essere rosa o rose. Il WA è un’altra particella agglutinante che indica il tema principale della frase. Questo elemento a volte coincide con il soggetto come in questo caso, altre volte indica semplicemente ciò di cui si parla, l’aspetto su cui l’interlocutore deve focalizzare l’interesse.
Nel caso in cui il soggetto sia diverso dal topic, viene indicato con un’altra particella: il GA. Le particelle si scrivono utilizzando l’alfabeto sillabico Hiragana e il WA ha una particolarità: si scrive col simbolo corrispondente alla sillaba HA che però, quando ha la funzione grammaticale di particella, si pronuncia WA.
Quindi una rosa o le rose, che sono tema principale e soggetto della frase.
Alla fine della frase e recuperiamo il verbo che ci da il senso della frase stessa: CHIRU. È il verbo che in italiano significa Appassire nella sua forma di dizionario. La forma di dizionario, è quella che si trova cercando il termine sul dizionario appunto e indica le forme non passate, ovvero lo si usa sia per il presente che per il futuro. Qui possiamo tradurre tranquillamente al presente. E così la frase prende senso: Una rosa appassisce oppure le rose appassiscono. UTSUKUSHIKU è la forma avverbiale (si riconosce dal KU finale) di un aggettivo in I (ci sono 2 tipi di aggettivi: quelli in I e quelli in NA) chiamato UTSUKUSHII che significa Bello. Se poi al posto della I ci mettiamo il SA diventa sostantivo e quindi bellezza. Quindi come avverbio lo possiamo rendere con Bellamente, ma in italiano non si può sentire che una rosa appassisca bellamente; oppure con la locuzione In bellezza, che è quella adottata nella traduzione ufficiale.
E siamo arrivati così ad avere il titolo completo: Una rosa appassisce in bellezza o Le rose appassiscono in bellezza. In questo caso il plurale sembra essere la scelta migliore perché più generico.

La ending è AI NO HIKARI TO KAGE: AI significa Amore; la particella NO è sempre quella del complemento di specificazione e quindi Di; HIKARI significa luce; il TO è la particella del complemento di compagnia e in questo caso funge da E congiunzione; KAGE significa ombra. Quindi direi che si può rendere nell’insieme: Le luci e le ombre di un amore o dell’amore.

Dalla Scuola degli Elfi Traduttori (Nihon Accademy 2014)

 

 


Miaka
Author: Miaka

Conduttrice della Nihon Accademy, precedentemente di Chi viene in viaggio con me? ...destinazione Giappone! Sindachessa di Papirlandia


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