Natale

Written by on 8 Dicembre 2019

Buon Natale!

Un tuffo nel passato, nei ricordi, una leggenda ripetuta ogni fine anno.
La città si veste a festa, le luci colorate si inseguono con le melodie più sdolcinate ,
cosi prende forma la magia del Natale.

Le Renne
Ogni anno molti bimbi (e non solo) la notte del 24 dicembre aspettano insonni l’arrivo di Babbo Natale, questo simpatico vecchietto panciuto e rubicondo che distribuisce doni ai bimbi buoni (o a chi se lo può permettere) viaggiando per il cielo su di una slitta trainata da 6 Renne :
Dasher – Dancer – Praxer – Vixen – Comete e Cupid; questi animali di fantasia, al loro passaggio lasciano cadere dagli zoccoli polvere di stelle, inoltre indossano un campanellino che segnala il loro arrivo. Pensate che una renna puo’ percorrere piu’ di 80 Chilometri al giorno con un carico superiore al quintale (niente è casuale).

Una vecchia leggenda svedese racconta di una renna che in soli due giorni percorse 1600 Kilometri.
Nel 1939 una ditta americana bandì un concorso per dare un nome ad una di queste renne, il nome trionfante fu “Rudoplh”, ecco perché’ nel mondo la renna più’ conosciuta porta quel nome e a lei sono stati dedicati fumetti e interi film animati.

Lapponia
Qui si trova il quartier generale di Babbo Natale, a una decina di chilometri dalla capitale, esattamente a Napapiri, proprio sull’immaginaria linea del circolo polare artico.
Qui troviamo Joulupukki ( Joulu stà per Natale e Pukki per Paà) e in questo posto la temperatura scende a meno 25, alle 10 del mattino è ancora buio, e alle 15 è gia’ notte! Quando il simpatico vecchietto non è in missione, soggiorna al Villaggio Napapiri, a Rovaniemi, in Filanda insieme alle sue renne e a simpatici folletti che lo aiutano nel preparare il pesante lavoro che lo aspetterà.

Al Santa Claus Villane (il villaggio di Babbo Natale), ogni anno vengono recapitate oltre 500.000 letterine inviate dai bimbi di tutto il mondo.

Babbo Natale
In Francia Pere Noel è un simpatico vecchietto alto e magro con un buffo berretto bianco che indossa rumorosi zoccoli in legno.

In Svezia è Jultomten a consegnare i doni ai bimbi, bussando cortesemente alla porta di casa chiede ai genitori se ci sono bimbi buoni a cui consegnare doni.

In Russia c’è Ded Moros (nonno gelo) che puntualmente arriva a portar doni la notte di San Silvestro.

A Hong Kong troviamo Lan Khoong (buon vecchio padre).

In Olanda Babbo Natale affida il suo incarico a Zwarte Pie (Pietro il moro) che cavalcando un grande cavallo bianco distribuisce carbone ai bambini piu’ birichini.

In Danimarca sono tanti simpatici folletti “Julenisse” ad aiutare Babbo Natale con la distribuzione dei doni e condividono con lui latte e biscotti preparati dai bimbi appositamente per loro.

Babbo Natale passa anche in Giappone, e viene chiamato Santa Kuroosue e lascia i regali o sotto al cuscino o dentro le calze appese al camino (come la nostra Befana).

Poco importa come si chiami Babbo Natale, l’importante è la magia che trasmette questo personaggio, sicuramente oltre alla leggenda , alla tradizione e alla favola, ma attenzione perchè, anche lui, non è certo immune da difetti o vizi.
Pensate che per riposarsi, dopo tanto lavoro , va a Glendale, in California, dove si trova la sua seconda casa, vicino a Los Angeles (anche Babbo Natale è un Vip!). In questa località abita un certo Robert Gorge, un buffo barbiere che dal 1949 raggiunse la celebrità per la sua interpretazione di Babbo Natale, la sua casa è un vero e proprio museo natalizio, con oltre 50.000 figure del presepe e piu’ di 100 alberi di Natale. In questo luogo è sorta anche una basilica dedicata a Santa Claus (San Nicola) con una statua in bronzo circondata da bambini.

Babbo Natale ha degli antenati?
Certo, non immaginatevi cose strane, musa ispiratrice per la leggenda di Santa Cluas è San Nicola, patrono dei bambini, dei marinai, dei mercanti, dei fornai e delle brave ragazze da marito, oltre che di Grecia, Russia, Sicilia e Lorena. Vissuto nel IV secolo, rimase orfano giovanissimo e, sempre in giovane età fu eletto vescovo di Mirra, in Asia Minore.
La sua bontà fece fiorire molte leggende sul suo conto, una delle più note racconta che per aiutare le tre figlie di un amico caduto in miseria, gettò di nascosto nella loro stanza tre monete d’oro che diventarono la loro dote, da qui probabilmente la sua fama di munifico dispensatore di doni. San Nicola aveva una vera predilezione per i piu’ piccoli.

Un’altra leggenda racconta la storia di tre ragazzi fatti a pezzi da un cattivo albergatore, e ritrovando i corpi riunì le membra ridando vita ai ragazzi.
Sicuramente un grande personaggio, ma anche con dei risvolti insospettabili della cronaca nera che non tratteremo in questa gioiosa circostanza.

XVII secolo
Il cambiamento, lo sbarco degli Stati Uniti al seguito degli olandesi.
Ecco San Nicola che cambia nome e diventa Santa Claus, deformazione curiosa si Sanki Nikolaus, cambio di scena, un nuovo vestito rosso e cavalcando un bianco destriero s’infila nei camini lasciando biscotti e dolci sorprese nelle scarpe dei bambini buoni. La figura di Babbo Natale statunitense, che si è poi affermata anche nel resto del mondo, unendo vari aspetti del personaggio.

 

Musica

La magia del Natale prende vita anche grazie alle bellissime canzoni che ogni anno ci accompagnano. Oltre ai grandi classici troviamo anche album veramente unico, come “Christmas Dance” de “I Cavalieri del Re”, dove sono riusciti a racchiudere le più belle canzoni dedicate al Natale in un mix dal sapore veramente festivo, un album diverso da tutti gli altri.

 

 

Sostituti di Babbo Natale
Il lavoro di Babbo Natale sicuramente, anche se breve, è molto intenso e non vuole certo deludere nessuna piccola creatura, ecco infatti che entrano in azione delle figure sostitutive:

Prima di tutti : Gesù’ Bambino che porta i doni nei paesi mediterranei e nell’America Latina. Viaggia accompagnato da un asinello a cui i bambini lasciano pane e latte per recuperare le energie.

Per alcuni il Natale arriva in anticipo, chi è sotto la giurisdizione di Santa Lucia si festeggia il 13 dicembre, si scartano i regali e si ringrazia la Santa.
Santa Lucia, di origine siracusane è particolarmente cara agli svedesi che in suo onore fanno iniziare le festività proprio il 13. Come sia arrivata dalla Sicilia alla Svezia, con esattezza non si sa, forse fu identificata con la fanciulla che secondo una leggenda nel Varmland durante la carestia, apparve su un lago con una barca colma di viveri donandoli a tutti. Forse il desiderio del ritorno del Sole a farle attribuire il titolo di “Regina della luce” (ricordiamo la sua cecità), alla Santa è dedicato il giorno piu’ corto dell’anno : Santa Lucia, il giorno piu’ corto che ci sia!

Mentre tradizione tutta italiana, e chiedetevi il perché’, è quella della Befana!
Famosa vecchietta sdentata (non la nonna!) che arriva in volo cavalcando una scopa, come le streghe delle leggende medievali. Il suo nome è una storpiatura del termine Epifania. Proprio in quel giorno, 6 gennaio, che la Befana scende sulla terra con il suo prezioso carico, così molte calze si riempiono: mandarini, caramelle o carbone?
Si dice che la Befana vaghi per il mondo in cerca del Bambino Gesù e che lasci doni in ogni casa aspettando di trovarvi proprio il piccolo in persona.

 

L’Albero di Natale
Oltre al Presepe, simbolo e rappresentazione della nascita di Gesù e del Natale molto importante è l’albero di Natale.

Tutti i posti vanno bene per i regali, un camino, sullo zerbino, in macchina, ma sicuramente l’albero di Natale è quello più usato. Da cosa deriva questa tradizione con esattezza non si sà. Forse di origine tedesca, forse si collega all’usanza di ornare gli alberi per propiziarsi le divinità che li abitano.
Citiamo una leggenda svedese che racconta la storia di una bellissima giovane, che portava in braccio un piccolo bimbo, che chiese ospitalità per la notte a un contadino. Respinta si rifugiò nel bosco dove una schiera di Angeli protessero il suo sonno e quello del bimbo con i loro mantelli, rischiarando la notte e adornando un abete con grappoli stelle. Nel frattempo il contadino pentito si mise a cercarla nel bosco e quando la trovò rimase colpito dallo spettacolo davantini suoi occhi, così decise che per gli anni successivi avrebbe commemorato l’evento miracoloso decorando un abete con tante candeline accese.

 

Babbo Natale e il commercio
Sicuramente il Natale è diventata la festa del consumismo per eccellenza, non ci sono più molti valori alla base, i bimbi aspettano, più che altro, di scartare costosi regali e i grandi di sfoggiare nuovi abiti. Tutto ha un prezzo e tutto si vende.
Babbo Natale nel 1931 si mise a bere “Coca cola”, inutile scrivere del grande successo della casa distributrice. Pochi anni dopo si diede alla concorrenza e si mise a bere “Pepsi Cola”.
Tantissime pubblicità ogni anno sul Natale entrano nelle nostre case, ne vogliamo citare solo un paio, forse, le più originali. Ritorniamo alla Coca Cola, come scordarsi l’albero formato da ragazzi che sorreggono un lume mentre cantano (con un adattamento in italiano) I’d like to teach the world to sing (in perfect harmony):
“Vorrei cantare insieme a voi, in magica armonia…”

E poi : Chi sono io, Babbo Natale?

Altro tormentone legato alla Bistefani, a seguire una nevicata di pubblicità.

 

Presepe
La parola Presepe significa “mangiatoia”, la dove nacque Gesù, poiché’ Maria e Giuseppe non trovarono alloggio in nessuna locanda.
Ci sono molte versioni sulla storia del presepe, cerchiamo di accennarne qualcuna.
Fonte storica del presepe la si trova nel Vangelo di Luca e nel Vangelo di Matteo, dove viene narrata la nascita del Salvatore, l’annuncio ai pastori e l’arrivo dei Re Magi.

In seguito i vangeli apocrifi (esclusi dal canone della Bibbia Cristiana) arricchirono di particolari la natività, e nel III° secolo circa, Origine (teologo e scrittore cristiano di lingua greca) aggiunse la presenza del bue e dell’asinello.

Secondo antica tradizione, invece, fu San Francesco ad ideare il presepe. Esso aveva avuto modo di assistere, nel 1222, alle celebrazioni liturgiche che si svolgevano per il Natale a Betlemme e penò di riproporle, ma papa Onorio III, non potendo permettere teatralizzazioni in chiesa, gli permise soltanto di far celebrare la Messa in una grotta naturale. In seguito , grazie ai frati francescani e domenicani di sono diffusero le rappresentazioni del presepe vivente e di quello decorativo.

Una delle versione più attendibile è invece quella che vede il presepe come il risultato di connubio tra tradizioni, costumi e rappresentazioni sacre all’interno dei luoghi di culto.

Papa Onofrio IV, fu il primo, intorno al 1290, a commissionare la realizzazione del primo presepe realizzato da Arnolfo di Cambio. Ancora oggi ci sono tracce di questo lavoro, infatti sono sopravvissute 5 statuette (alte tra i 50 e gli 85 cm) conservate nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.


Nel XVIII secolo il presepe ebbe un ruolo fondamentale. In tale periodo Napoli era capitale del Regno Unito e centro di cultura, arte, filosofia, economia, infatti da qui l’arte della preparazione e rappresentazione del presepe, anche se in quello napoletano, ci sono personaggi estranei alla vera natività.

Gesù nasce il 25 Dicembre, nel calendario Giuliano tale data rappresenta il Solstizio d’ Inverno, la nascita del Sole, poiché’ a partire da questa data i giorni iniziano ad allungarsi e la potenza del Sole ad aumentare.
La tradizione popolare, inoltre, non rispetta il calendario liturgico dell’attesa: il presepe si incomincia a fare non quando inizia l’Avvento, ma il giorno di san Nicola (6 dicembre) o di santa Lucia (13 dicembre) o, solo a Milano, di Sant’Ambrogio (7 dicembre).
In ogni presepe restano comunque invariati da secoli i simboli: la stalla o la grotta rappresentano la povertà e le difficoltà del mondo esterno, Giuseppe è lo spirito dell’uomo che si inchina a Dio accettando il destino deciso per lui, il bue e l’asinello raffigurano gli uomini con virtù e vizi e la stella è la luce di Dio che avvolge, nutre e conforta tutti gli gli uomini indistintamente dal loro ceto sociale.

In Egitto e in Siria la natività era una festa degna di nota, i celebranti si ritiravano in santuari interni da dove uscivano a mezzanotte urlando che la Vergine aveva partorito.
Gli egiziani rappresentavano il Sole, appena nato, con le sembianze di un infante. La Vergine che, il 25 Dicembre,  aveva dato alla luce il bambino divino era la Dea Orientale che i Semiti chiamavano Vergine Celeste o, semplicemente, Dea Celeste.

Inizialmente, fin quando all’inizio del IV secolo non fu stabilito che tale data fosse il 25 dicembre, la chiesa celebrava la nascita del Salvatore il 6 gennaio (festa dell’Epifania).

Insieme abbiamo rispolverato alcune cose legate al Natale, questa festività che riesce ad unire tutti, anche se, in alcune circostanze, per poco tempo. Anche su PianetaB il Natale è molto sentito, e ogni anno dedichiamo speciali e canzoni a tema per colorare ancor di più le giornate dei nostri ascoltatori, ed insieme a tutti i colori e alle luci che brillano vi vogliamo fare tanti auguri per un magico Natale, e per delle feste meravigliose. Non dimenticate però, che il Natale non è solo regali, ma anche affetto e amore, un abbraccio, un sorriso, un bacio possono fare risplendere la magia del Natale tutto l’anno, ricordatevelo sempre.

Auguri!

 

 

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