Astro Robot: 4 numero inedito

Written by on 31 Maggio 2019

Astro Robot: 4 numero inedito

Diciamo subito che 4 è meglio di 1, ma le squadre di supereroi, tokusatsu, robot, di solito sono composte da 5 elementi, caratterizzati con degli schemi che si ripetono molto frequentemente: Il protagonista principale, lo smilzo tenebroso, il robusto, la ragazza e il bambino. Ci sono poi delle varianti ma più o meno è l’idea di base che ha dato vita ai vari Gatchaman, Combattler V, Vultus V, Golion, X Bomber.

L’alternativa più comune a questo schema era la squadra di 3 elementi, che ha fatto la fortuna di serie come Getter Robot, Baldios, Gotriniton, God Sigma, Zambot 3, Starzinger.

Con gli Astro Robot viene sdoganato il numero 4, e altro dettaglio importante il comandante della squadra Yshida, è il ragazzone robusto, mentre il protagonista Yanosh interpreta il ruolo del ribelle. I 2 si scontreranno spesso. Gli altri 2 piloti sono Ynta, affezionato a Yanosh in quanto provenienti entrambi dallo stesso istituto e il ragazzo straniero Ylli, che da subito si rende disponibile a combattere l’invasione dei Moguru, discendenti degli abitanti di Atlantide.

Nel primo episodio il professor Uri e Yshida procedono al reclutamento di altri 3 piloti in possesso del potere Y, ovvero in grado di pilotare gli Astro Robot. Quindi vediamo il rapimento di Ylli, che sfreccia a bordo di una supercar rossa, con delle palme sullo sfondo, sembra il classico ragazzo di Palm Beach, una scena che mi riporta alla mente Out Run e le sale giochi degli anni 80. Sarà poi il turno di Yanosh e Ynta, di essere prelevati con la forza nel loro istituto. Un rapido bombardamento magnetico del cervello e i nostri eroi sono pronti a salire a bordo delle 4 navette che si dovranno agganciare ai rispettivi robot, diventandone la testa. Il personaggio principale è Yanosh, un ragazzo cresciuto in riformatorio che scoprirà di avere un padre Moguru e una madre terrestre nel corso degli episodi, e questo spiega perché il suo potere Y è superiore a tutti i suoi compagni di squadra. Il suo robot Tempesta Spaziale è il numero 4, di tutti è quello con il viso più umanoide ed un cappello che mi ricorda tanto il Texas Mac che compare in Getter Robot. Il capitano della squadra Yshida pilota il robot numero 1, Terremoto Stellare, il mio preferito perché ricorda molto Goldrake con gli occhiali da sole. A prima vista non sembrerebbe il robot di un comandante, ma la serie gioca molto sul dualismo tra il comandante Yshida, che rappresenta un po le istituzioni e il leader carismatico Yanosh, simbolo della ribellione giovanile. Il robot numero 2, Sfondamento Galattico ha le fattezze di un alieno, di colore verde, con le antenne, rappresenta molto bene il suo pilota Ylli, un forestiero biondo con gli occhi chiari. Ynta, pilota il numero 3, Turbine Solare, una sorta di piccolo Mazinga, per dire quanto Go Nagai abbia influenzato tutto il filone robotico degli anni 70/80. Molto legato a Yanosh, è il piccolo del gruppo, quindi chi se non il grande Fabrizio Mazzotta poteva dargli la voce.

Tra le voci che mi sono rimaste più nel cuore spicca anche Renzo Stacchi, il professor Uri, nonché Haran Banjo, pilota del Daitarn 3. Come nell’anime Grande Mazinga, il fatto di essere orfani, conferisce un potere superiore e una determinazione assoluta, infatti non ci sono molte distrazioni nella base, dove troviamo la bella Uka che non avrà nessuna storia d’amore con Yanosh. Questo vale anche per i nemici atlantidi, disposti all’estremo sacrificio in guerra.

Come recitava la sigla italiana di Luigi Albertelli e Vince Tempera, splendidi Astro Robot! colori sgargianti e una varietà di armi invidiabile, trovavano il loro culmine con delle formazioni finali, una sorta di agganciamento magnetico per creare attacchi combinati, il più famoso dei quali era la girandola Y magnetica.

Mentre in Giappone la serie andava in onda nel 5 luglio 1976, in Italia avremmo dovuto aspettare fino al settembre 1980, anno del boom definitivo delle serie robotiche. Tutti per uno e Astro Robot per tutti!

 

  • Sigla giapponese d’apertura: “Blocker Gundam Machine Blaster” [Machine Blaster, il quarto Battaglione Blocker)] interpretata da Yuuki Hide, Toei Jidou Gasshoudan
  • Sigla giapponese di chiusura: “Otoko Tenperi no uta” [Il canto dell’uomo Tenpei]            interpretata da Kouichi Kitahara
  • Sigla italiana: “Astro robot contatto Ypsylon” interpretata da “Gli Ypsylon”
  • 1ª TV giapponese: 1976
  • 1ª TV italiana: 1980

 

 

Diego Getter
Author: Diego Getter

Change Getter 2! Switch On!

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